ELP

fotografie Valentina Bianchi

Crediti

concept Paola Bianchi
produzione Pindoc
in collaborazione con AGAR
con il contributo di Mibac e Regione Siciliana

Come posso creare una coreografia senza corpo che generi una incorporazione del movimento in chi ascolta? Cosa genera la descrizione verbale di una coreografia nel corpo di chi ascolta? E se quella descrizione viene incarnata, quale movimento viene generato?

Distinguo incorporare (ricevere, assorbire) da incarnare (far entrare nella carne) dove il primo è il risultato di un processo immaginifico nel corpo di chi ascolta – processo che non prevede un movimento del corpo -, l’altro è l’azione corporea che risulta dall’agire il movimento.
Dagli esperimenti compiuti in questi anni ho imparato che la descrizione di una postura o di un movimento, per quanto precisa e meticolosa, genera sempre un’interpretazione personale e singolare del movimento, sia quando questo viene incarnato sia quando viene incorporato attraverso una modalità di puro ascolto. L’ascolto del movimento può portare a una visione del proprio corpo in movimento attraverso una sorta di immaginazione muscolare (io che ascolto divento il corpo descritto in voce, ne incorporo il movimento attraverso la mia immaginazione).
L’incarnazione della descrizione di un movimento genera una personale e unica interpretazione legata alla capacità di ascolto, alle potenzialità e alla forma del corpo che agisce. Questa modalità di messa in moto del corpo risulta essere un veicolo di attivazione della creatività individuale e provoca una modalità di ricerca di qualità del movimento senza un modello prestabilito da seguire - l’imitazione cede il passo all’interpretazione. Eliminando il corpo del maestro come modello da seguire e imitare si attiva una modalità di ricerca unica per ogni corpo.
Da qualche anno la mia ricerca si è concentrata sulla parola an-emozionale come mezzo di “visione incorporata” e di “trasmissione” della danza. Il progetto ELP è l’occasione per indagare a fondo la relazione tra parola an-emozionale e movimento coreografico.
Per parola an-emozionale intendo una parola che non porta in sé emozioni nella voce di chi parla (interpretazione priva di modulazioni emotivo-sentimentali) e allo stesso tempo non descrive emozioni. Proprio grazie all’assenza di emozione questa stessa parola può e “deve” a sua volta creare emozione.
Due aspetti risultano particolarmente necessari di indagine: da un lato l’effetto della parola descrittiva del movimento coreografico sul corpo di chi da spettatore diventa uditore della coreografia, dall’altro l’incarnazione e quindi l’interpretazione del movimento descritto in danzatori e in non professionisti.

Parole che risuonano nella mia indagine: tregua, traccia, isolamento, in-divenire, non c’è tema c’è corpo. Il “trionfo della morte” inteso come tema iconografico sta parallelamente rilasciando immagini.

Il progetto si sviluppa a tasselli, moduli componibili i cui titoli sono ancora provvisori:

ENERGHEIA solo anatomico
Il primo passo necessario è quello di portare il progetto nel mio corpo, lavorare anatomicamente sulle trasformazioni che il mio corpo elabora a partire dalle immagini connesse al progetto. Mi concentrerò sull’anatomia chiamando la vicinanza con lo sguardo. Verrà esclusa la frontalità per aprire le porte a una visione disomogenea e senza un punto di vista privilegiato.

THE UNDANCED DANCE coreografia verbale 
Parte dell’azione coreografica di Energheia sarà descritta verbalmente e registrata in voce per generare l’audiodramma coreografico The undanced dance. Si lavorerà sulla registrazione del suono del corpo in movimento nello spazio e del suono del corpo stesso durante l’azione coreografica (es: battito cardiaco).

Possibile modalità di ascolto di tipo immersivo: stanza buia con cuscini e tappeti a terra / corpo in abbandono / ascolto individuale con cuffie senza fili.
Criticità: genere maschile/femminile nella descrizione e nella voce.
Possibilità di proporre un primo ascolto al buio e un secondo ascolto in luce per chi vuole provare ad agire la coreografia.

GIOVANE CHE GUARDA LORENZO LOTTO
elaborazione della coreografia con danzatori
L’audiodramma coreografico verrà sezionato e “consegnato” a danzatori professionisti che incarneranno le posture e le azioni generando una nuova struttura coreografica individuale e collettiva le cui direzioni spaziali e variazioni verranno indagate sotto la mia supervisione. L’indagine verte a generare uno spettacolo con una modalità di creazione che esclude il corpo del maestro come veicolo di trasmissione del movimento.

Fase di sperimentazione della trasmissione del movimento attraverso la parola con bambini di età compresa tra i 4 e i 7 anni.

TOTENTANZ AZIONE PUBBLICA CON NON PROFESSIONISTI
Le indicazioni verbali verranno semplificate e “consegnate” a un gruppo di persone che vorrà mettersi in gioco per la creazione di una azione pubblica. È previsto un laboratorio con i partecipanti.

SITO WEB
La trasmissione della danza tramite la parola an-emozionale (descrittiva) valica ogni confine di spazio e di tempo. Molto spesso l’elaborazione di una coreografia e soprattutto la metodologia utilizzata rimangono nascoste nelle pieghe dei dispositivi utilizzati senza condivisione collettiva. La creazione di un sito web dedicato al progetto ELP intende aprire le porte a nuovi scambi e relazioni bypassando uno dei fondamenti della trasmissione del sapere coreografico, ovvero la visione.

Progetto di creazione

Ethos inteso come “modo di essere”, un “come”.

Logos è formato dalla radice indoeuropea leg il cui significato originario è raccogliere. Lo intendo qui con il suo duplice senso di parola e ascolto.

Pathos come forza emotiva.

Queste tre entità senza corpo saranno la guida aesthetica per un progetto che vede il corpo come estremo protagonista anche nella sua assenza.