(E+E)²

fotografie Maria Cristina Valeri

Crediti

ideazione Fabio Ciccalè
con Fabio Ciccalè, Leonardo Maietto
una produzione PinDoc
con il contributo di Mibac e Regione Siciliana
con il sostegno di San Lo’- Roma

egocentrici + egoisti al quadrato

(E+E)2 è un lavoro pensato per due danzatori di diversa età, Fabio Ciccalè, ultracinquantenne, e Leonardo Maietto trentenne. Le due E stanno per Egoista&Egocentrico al quadrato. In scena ci sono due Narcisi, quello giovane e quello adulto, impegnati in un climax parossistico di autocompiacimento che si sviluppa in una grottesca lotta tra perdenti. Sono due essenze schiave del proprio ego, schiave di una società in cui il “like” diventa fonte primaria di sicurezza o disprezzo. I narcisi condividono la loro essenza ma si rincorrono all’interno di sequenze di movimento in un unisono in perenne ritardo. Il linguaggio della danza si fa pop; il gesto diventa quasi scontato, fino ad arrivare a quell’assunta tendenza dello scadere nel volgare, trascinando i due interpreti in un percorso di involuzione e di graduale allontanamento dal reale. I due eterni narcisi che si incontrano su di un ipotetico ring.
(E+E)2 è un progetto ispirato a Narciso, come mito ed in rapporto al mondo contemporaneo. I temi principali che cerchiamo di affrontare sono l’isolamento degli individui in un proprio mondo e l’incontro tra due generazioni.

Il processo creativo

Fonte inesauribile del linguaggio coreografico adottato è l’osservazione attenta e vivace della realtà intesa, non come generico riferimento all’essere umano, ma come concreto e serrato confronto con il mondo contemporaneo, con ciò che ci circonda nella vita di ogni giorno, con le infinite sollecitazioni visive a cui siamo continuamente esposti e che ci conducono necessariamente verso un’espressione corporea incapace di rinnegare la contaminazione fra le diverse arti performative. Rimandi iconografici, citazioni cinematografiche, pratiche cerimoniali ed echi simbolici, relitti di forme mediatiche e televisive, l'ovvietà dei gesti quotidiani, le movenze degli animali e gli arabeschi delle piante, tutto si trova a coabitare nello stesso ambiente. La dinamica fisica e spaziale che ne risulta è un'incessante negazione del climax, uno stato di tensione e pienezza continuo in cui l'energia si potenzia restando compressa, accumulandosi senza esplodere. I volumi e le masse sono valorizzati molto più che le scie di superficie, in una danza dai forti valori plastici. La variegata commistione di partenza è così risolta in un linguaggio dall'estetica limpida e riconoscibile, seppure del tutto sui generis. Questa peculiare maniera di lavorare crea un mondo, per alcuni anomalo, posto in una zona liminare, ove sono scardinati i codici del teatro e della danza comunemente intesi.