GRAND MOTHER
concept, ideazione e scultura Vincenzo Schino | cura drammaturgica e spaziale Marta Bichisao, Ivan Schiavone | sound design Federico Ortica, Nicola Cappelletti | registrazioni su campo Marta Bichisao, Vincenzo Schino | ricerca e registrazioni in territorio astigiano Francesca Cortese, Davide Prunotto, Martina Spertino, Rossella Tamborrino | montaggio testuale Ivan Schiavone | produzione PinDoc, OPERABIANCO | co-produzione Teatro Stabile dell’Umbria, progetto Corale, (IT), La Briqueterie Musée des Arts, Langueux, (FR), Spazio KOR, Asti, (IT), | sostegni Scuola Conia / Societas Raffaello Sanzio 2017, Festival Teatri di Vetro (Roma) 2018, Terni Festival (Terni) 2018, Bleu Pluriel (Teatro di Tregueux, FR), Maison des Cultures Brétonnes, Agglomeration de Saint Brieuc (FR), Teatro Stabile dell’Umbria 2018, Regione Umbria
Una spirale d’acciaio lunga dodici metri sospesa nel vuoto.
Attraverso eccitatori acustici l’acciaio risuona nello spazio.
Gli spettatori possono entrare e percorrerne la forma, toccarla, ascoltare i suoni e sentire le vibrazioni, attaccare l’orecchio e comprendere le parole.
Una conchiglia, un serpente, un’antenna che cattura e risuona.
GRAND MOTHER è un’opera d’arte sonora e plastica, un ambiente multipercettivo in cui il movimento circolare del pubblico ne completa l’intenzione coreografica.
Il contenuto sonoro è una partitura elettronica di suoni e voci che nasce da una ricerca sul campo. Abbiamo incontrato e registrato a lungo persone anziane, alla ricerca di una speciale relazione, una memoria lontana: qualcuno che narra e qualcuno che ascolta. L’intimità e la profondità che si crea nel momento di condivisione di una fiaba, in cui anche tra sconosciuti si trapassano immediatamente le formalità e si precipita in un luogo misterioso e profondo.
L’infanzia, la lingua d’origine, la memoria, i sogni e le immagini.
Nella fruizione dell’installazione, ascoltare le parole senza vedere la persona che parla crea uno straniamento. Emerge la dimensione fantasmatica della voce in assenza del corpo.