Chi Siamo

produzione, promozione e diffusione della danza contemporanea

Organizzare la cura

Venti anni di PinDoc

…And now I’m ready to close my eyes
And now I’m ready to close my mind
And now I’m ready to feel your hand
And lose my heart on the burning sands…
(The Stooges)

Nel 2002, con tanto entusiasmo e poco senno, Fabio Ciccalè decide di fondare un’associazione, dall’improbabile nome di FC@PIN.D’OC. E decide anche di volermi assolutamente coinvolgere, malgrado il mio totale disappunto verso la scelta del nome. Fabio è per me, già da anni, molto più che un collega. È un amico. Un amico carissimo. Quindi sì, viviamola questa avventura, facciamola l’associazione, immaginiamo e realizziamo spettacoli e portiamoli in giro.
Nasce così la prima versione di PinDoc, che ancora PinDoc non è, e così cresce, con le sole forze mie e di Fabio, che in due facevamo tutto, creazione, organizzazione, amministrazione, distribuzione.

Nel 2003 il Ministero (MiC, MiBaC, MiBaCT, chissà come si chiamava ai tempi) decide di sovvenzionarci. Un po’ di soldi, un po’ di sostegno, un po’ di ossigeno. E andiamo avanti così per qualche anno. Ma nel frattempo le cose si complicano, si vendono sempre meno date, i minimi ministeriali crescono. Diventa troppo difficile. Così decidiamo di rinunciare al contributo e di lasciare l’associazione in stand by. Io, intanto, avevo continuato con il mio secondo (che allora in realtà era il primo) lavoro, cioè la lighting designer per spettacoli di danza contemporanea. Tra i coreografi con cui collaboravo c’era anche Giovanna Velardi, una giovane (i coreografi under sessanta sono tutti giovani) coreografa siciliana, veemente e appassionata, il cui lavoro adoravo e con cui andavo particolarmente d’accordo – il che includeva naturalmente che facessimo delle furibonde liti, con delle urla da parte di entrambe, che facevano tremare i muri. Giovanna era tornata a vivere in Italia dopo un lungo periodo a Marsiglia e aveva fondato un’associazione con il suo fidanzato dell’epoca. L’associazione, che produceva gli spettacoli di Giovanna, era stata finanziata dal Ministero. Poi, come a volte accade quando si fanno progetti con qualcuno a cui si è legati sentimentalmente, l’amore finisce e l’associazione si volatilizza. Giovanna si ritrova a non poter presentare domanda per ricevere il finanziamento ministeriale. È ovviamente disperata. Ne parliamo. E mi viene in mente l’associazione di Fabio, che ormai è in stato dormiente da un paio d’anni. I requisiti necessari li ha tutti. Ne parlo con lui, che ovviamente acconsente. Ne parlo con Giovanna, che ovviamente è felice.

Passiamo così alla fase 2.0 di PinDoc, che ancora PinDoc non è. E così siamo in tre a gestire con grande fatica l’associazione, che a questo punto sostiene non solo gli spettacoli di Fabio e Giovanna, ma anche quelli di Giuseppe Muscarello, coreografo palermitano, vecchio amico e partner di Giovanna in alcuni suoi spettacoli. Poco dopo si unisce a noi, per l’amministrazione, Letizia Coppotelli, che diventa da allora una delle colonne portanti dell’associazione.
Poi Giovanna propone l’entrata in associazione di Paola Bianchi, artista da noi molto stimata, che in quel momento era in cerca di una casa.

Nello stesso periodo io sto lavorando come direttrice organizzativa al festival di danza contemporanea Tendance, di cui hanno la direzione artistica Ricky Bonavita e Theodor Rawyler, dell’associazione Excursus. Io e Theodor, detto Theo, lavoriamo sempre più spesso insieme, io alla gestione di PinDoc (che ancora non è PinDoc!), lui a quella di Excursus. Pensiamo di fare una specie di piccolo network, mettendo in comune competenze e risorse. Letizia inizia a lavorare anche per Excursus e Giordano Novielli, che lavorava per Excursus comincia a lavorare per PinDoc (che ancora non è PinDoc!!). Benedetta Boggio, che gestisce la comunicazione del festival Tendance, diventa la responsabile della comunicazione anche per Excursus e PinDoc (che ancora non è PinDoc!!!) e così le nostre strade e le nostre vite si intrecciano in modo indelebile. Perché in quegli anni, lavorando insieme, io e Theo cominciamo a immaginare una modalità di lavoro che ci facesse stare bene, a tutti, artisti, tecnici, organizzatori. Una modalità fondata sul mutuo soccorso, sulla solidarietà, sull’amore. Che tenga conto dei bisogni e delle possibilità di ciascuno, con una visione decisamente socialista («usiamola senza paura questa parola – mi dice Giovanna – che è bella e pure precisa»), e perché no, anche femminista. Perché la cura, intesa appunto nella sua accezione femminista, è il vero centro, il vero cuore pulsante della nostra associazione.
Ed è così che arriviamo, finalmente, alla nascita vera e propria di PinDoc.

È il 2017. Dal 2015 il Ministero ha radicalmente cambiato le modalità di erogazione del FUS. La sovvenzione è diventata triennale e i parametri per accedervi sono diventati molto più selettivi.
Mentre ci prepariamo a fare la domanda per il triennio 2018/2020 Theo mi propone di unire le forze e presentare un’unica domanda, fondendo le due associazioni e attuando nella pratica quello che di fatto sta già succedendo da un bel po’. Questo sempre in un’ottica di sostegno reciproco, andando l’uno a colmare le lacune dell’altro (noi avevamo diversi artisti da gestire e poche persone per farlo, loro una produzione praticamente monoautoriale, che nel triennio precedente aveva faticato a stare dietro alle richieste ministeriali).
Ne parlo con Giovanna, già sapendo che avrebbe approvato, perché – e questo è uno dei motivi che ha reso felice la nostra unione – come me non vuole solo costruire un’impresa, ma mettere in piedi una comunità. Una comunità di persone che abbiano una visione del mondo simile, capace di mettere al primo posto il bene collettivo della comunità stessa.

Alla fine del 2017 nasce PinDoc, nella sua versione – per ora – definitiva. Con Giovanna Velardi e Ricky Bonavita come co-direttori artistici, gli insostituibili Letizia Coppotelli e Giordano Novielli, rispettivamente responsabile amministrativa e responsabile di produzione, senza i quali ogni cosa sarebbe impossibile. Con Benedetta Boggio onnipresente responsabile della comunicazione e le ubique Manuela Cirfera e Valeria Vannucci che imparano e supportano. Con Enrica Felici e Francesca Schipani che mettono la loro arte coreutica al servizio dei progetti di community dance, uno dei settori dell’attività di PinDoc, eredità di Theo, a cui siamo più legati. Con il gruppo degli artisti che ha accolto anche l’intima genialità di Alessandra Cristiani, oltre al talento di diversi giovani autori (Bernabeu/Covello, Vicari/Aloisio, OperaBianco) provenienti da esperienze di collaborazione con Giovanna Velardi, Giuseppe Muscarello, Paola Bianchi, Fabio Ciccalè. E io e Theo come direttori generali, ufficialmente e sui documenti in alternanza triennale, in realtà co-direttori. Poi Theo, ci ha lasciati nel 2019, senza neanche riuscire a finire il suo primo triennio ufficiale da direttore. Lasciandoci qui a continuare su questa strada, così bella e faticosa, che avevamo immaginato e costruito insieme, con anni di chiacchiere, sogni, risate, dubbi, conti, discussioni, lacrime, delusioni, liti, deliri, soddisfazioni. Con anni di lavoro. Che alla fine ci hanno regalato quello che abbiamo oggi. Semplicemente PinDoc.

Edit: È passato qualche annetto da quando ho scritto questo testo per il libro di Vincenza Di Vita dedicato a Giovanna Velardi Il cuore articolare – un dispositivo coretico (Mimesis/Eterotopie). Perché Giovanna, tenendo fede alla sua ottica comunitaria, ha voluto che tutti i suoi collaboratori scrivessero un pezzo per il libro, che anche un libro su di lei fosse un libro in qualche modo collettivo. E questo è stato il mio contributo.
Come dicevo quindi, essendo passato qualche annetto alcune cose sono cambiate.
L’insostituibile Giordano non lavora più con noi, ora è un professore che invece di impazzire con gli artisti impazzisce con gli studenti. Ed essendo insostituibile, in effetti non è stato sostituito. Semplicemente Manuela e Valeria hanno espanso le loro competenze ad ora si suddividono i compiti della produzione. Ha invece iniziato a lavorare con noi Martina Chiocca, maga dei social e della comunicazione, che riempie di caroselli colorati i nostri canali e di domande a raffica il nostro ufficio. Alcuni degli artisti non sono più con noi, ma sono comunque vivi fortunatamente, hanno solo preso altre strade, come Giuseppe Muscarello, Lorenzo Covello, Zoè Bernabeu. Altri si sono aggiunti, come Ilenia Romano e Michael Incarbone. E hanno iniziato a collaborare per alcuni progetti anche Federica Marullo, Francesca Melluso, Federico Pipia. Tutti siciliani, tutti talentuosi.
E anche la nostra amata community dance ha prodotto una nuova formazione artistica: filoturchino, capitana da Francesca Schipani, cha ha riunito un gruppo di straordinarie donne di Latina e ne ha fatto delle straordinarie performer. E alla fine siamo sempre noi. Sempre PinDoc.

Danila Blasi

Privacy Overview
Pindoc

Questo sito web utilizza i cookie in modo da poterti offrire la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie vengono memorizzate nel tuo browser e svolgono funzioni come riconoscerti quando torni sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito web ritieni più interessanti e utili.

Privacy e Cookies Policy

Cookie strettamente necessari

I cookie strettamente necessari dovrebbero essere sempre attivati per poter salvare le tue preferenze per le impostazioni dei cookie.