Quello che resta
Danza di Comunità
Performance urbana di Community Dance
un progetto di Danila Blasi, Manuela Cirfera, Enrica Felici, Giordano Novielli e Francesca Schipani | curatela Enrica Felici e Francesca Schipani | consulenza artistica Danila Blasi | con Nadia Centra, Giovanna Del Pennino, Daniela Di Dato, Francesca Romana Gambetti, Maria Genovese, Sabrina Milani, Stefania Savelli, Loredana Schiaulini, Giorgia Trentin, Piera Vertecchi (partecipanti al laboratorio di Community Dance di Latina) | montaggio musicale Francesco Ziello | una coproduzione PinDoc / Rosa Shocking – Festival Tendance
Cosa rimane dopo le macerie? Il dolore, la perdita, il lutto. Ma sopra ogni cosa, la speranza. Per gli esseri umani, distruzione e ricostruzione sono il battere e il levare di ogni esistenza personale e collettiva. Nella spinta della vita che riparte da un crollo in apparenza definitivo, si fa strada l’urgenza della tenacia, l’energia di ogni inizio. Così iniziamo a muoverci maceria dopo maceria, prima arrancando, poi a mano a mano più certi, un piede dopo l’altro, alla ricerca di frammenti del passato da combinare con nuovi elementi di un tempo presente che muta nel luogo della possibilità. E da lì, su una terra che ancora ci sostiene, il coraggio e il desiderio di bellezza, riorganizzano la giostra della vita. Un gioco in cui il corpo si sperimenta per ricominciare e traferisce ad un altro più vicino la spinta di chi non si abbandona, ma che dalla sconfitta riparte: da quello che resta i primi passi, perché nel vento della vita noi si possa, di nuovo, danzare.
Community Dance
La Community Dance è un linguaggio inclusivo che celebra la danza come diritto di tutti. Andando oltre i dictat della tecnica e un approccio puramente terapeutico, mette al centro la libertà individuale nella ricerca della consapevolezza corporea e di tutte le sue possibilità espressive, attraverso la creatività. In uno spazio condiviso, il movimento diventa uno strumento per trovare una comunicazione alternativa alla parola, trasformando le peculiarità e le diversità di ciascuno in risorse collettive e il piacere di danzare in un’esperienza di profonda democrazia e appartenenza sociale. Le associazioni PinDoc e Rosa Shocking attraverso l’esperienza, il lavoro e la grande sensibilità artistica di Theodor Rawyler e, dopo la sua scomparsa, dei suoi collaboratori, si sono adoperate da sempre nel sociale e sul territorio attraverso attività laboratoriali di Community Dance in diversi ambiti, promuovendo quella ricerca che sconfina dai canoni estetici e tecnici tradizionali, cercando una danza possibile per ogni contesto, dove il vissuto, il corpo e l’ascolto dei partecipanti diventano elementi imprescindibili per una danza condivisa e aperta allo sguardo partecipativo di un pubblico. Nella denominazione stessa, la community dance intende la danza come linguaggio espressivo fondamentale ai fini dell’inclusione, capace di coinvolgere tutte le persone che costituiscono una comunità o che ne condividono difficoltà e caratteristiche. Offrendo ampio spazio alla sfera personale, corporea e mentale, promuove la consapevolezza espressiva del movimento, la coordinazione e lo sviluppo della creatività, piuttosto che l’apprendimento di codici precostituiti, in una prospettiva metodologica che si pone in termini esperienziali e non tecnico-esecutivi della materia. La danza diventa, così, l’arte di usare e organizzare il proprio corpo e il proprio movimento per esprimersi, comunicare e inventare, sviluppando l’intuizione e l’immaginazione attraverso la ricerca di soluzioni creative. Se la corporeità è considerata l’origine di ogni nostra esperienza cognitiva, sensoriale ed emozionale, il corpo costituisce il dispositivo pedagogico in grado di aprire canali comunicativi differenti e la comunicazione potrebbe, in quest’ottica, non avere bisogno di parole perché ogni movimento, gesto o atto offre nuove possibilità del senso dell’esistenza: non si presta attenzione all’abilità performativa o muscolare, non all’età, all’agilità, alla forza o alla scioltezza, ma all’agire e all’interagire con gli altri.
Dal 2019, all’interno del festival Tendance, hanno preso corpo i seguenti laboratori, con restituzioni artistiche urbane: Bonifica, Sakura, Barramundi, Quello che resta, Chaosia: il vuoto e la città, Poppy seeds. Scritto sul corpo è invece un lavoro più lungo e pensato per uno spazio teatrale ed è andato in scena al Teatro Biblioteca il Quarticciolo il 25 settembre 2025.