Draunara
idea e performance Michael Incarbone | suono e musica Edoardo Maria Bellucci | drammaturgia Roberta Nicolai | costumi Giulia Cauti | assistente alla creazione Erica Bravini | produzione PinDoc | con il supporto Teatri di Vetro, DIACRONIE
“Draunara” (working title) è una performance in forma di solo che intreccia corpo e voce creando uno spazio percettivo di immaginazione dove il mito viene ad interrogarsi nel presente.
Il mito della “draunara”descrive una figura leggendaria della cultura marinara meditarrenea, in particolare siciliana. Il termine secondo l’interpretazione popolare si attribuisce al fenomeno delle trombe marine, viste come manifestazioni soprannaturali, vive e pericolose.
Immaginata come un enorme drago (da cui il nome “draunara”), essa è simbolo arcaico di caos e distruzione, legata a storie di naufragi e tempeste. La Draunara, in uno scenario permeato di credenze magiche e religiose era quindi la figurazione archetipica del male e delle forze demoniache punitive. Un mito che rivela la profonda credenza nell’attribuire ai fenomeni naturali una natura trascendente e, conseguentemente, nel bisogno atavico di spiegarsi ciò che sfugge, attribuirgli una forma e un nome. Tale visione si manifesta attraverso terminologie specifiche,come “cura ri draunàra” (coda del drago), o attraverso aneddoti o litanie come il “padrenostro verde”. In particolare quest’ultimo veniva recitato a bordo dal comandante o da chi ne era a conoscenza, assieme ad una liturgia gestuale servendosi di una lama di coltello di ossidiana nera a fendere l’aria per scongiurare il pericolo della tempesta.
Simbolo di ciò che non possiamo controllare, Draunara, spinge a riflettere soprattutto sul rapporto umano con la natura, sull’immaginazione, e in definitiva, sul rapporto con quello che non si vede o non si spiega direttamente con la ragione.
La mia ricerca si approccia a questa leggenda per osservare in che modo il mito definisce l’identità culturale, come si trasforma e che forma assume oggi, quali tematiche oggi incontrano lo stesso orizzonte. La focale si dirige necessariamente al Mediterraneo, “nero” (P. Gilroy), bacino culturale, abisso tragico, spazio di transito e precarietà.
Il lavoro che intendo sviluppare costruisce un percorso drammaturgico multidisciplinare, in cui voce e movimento vengono trattati come una materia unica, alla ricerca della fonte che le mette in relazione intimamente. Un corpo fenomenico teso oltre la rappresentazione e scevro di definizioni univoche di linguaggio, è quindi qui presente a testimoniare la sintesi di questa complessità e stratificazione tematica in un’unica esperienza performativa.
“Draunara” sarà quindi una figura priva di identità definita, un corpo che sfugge alla personificazione e al genere, pura presenza atmosferica, atavica, un’entità agita da forze naturali, a restituire un’immagine sinestetica dei fenomeni che non sappiamo spiegare se non con l’immaginazione. Il moto che la anima è musicale, è il boato, è la voce del vento è la trama ritmica che percorre le coste del mediterraneo. Ad amplificare ed estroflettere questa identità musicale sarà il costume e il sistema di microfonazione su di esso, oltre ad un pavimento e ad una parete sonora. Il suono sarà un’estensione stessa della corporeità, un riverbero dell’azione, sia nella forma vocale del perfomer, nel suono prodotto live dal musicista e nell’utilizzo di oggetti scenici come campanelle di imbarcazioni, seghe come il saracco, lamiere e cimbali.
Questo progetto rappresenta un percorso intimo e ambizioso che intreccia la mia memoria autobiografica oltre ad essere il mio quarto lavoro come autore e il primo in forma di solo come performer in scena. Il progetto inoltre vede la collaborazione per il suono di Edoardo Maria Bellucci, Roberta Nicolai per la drammaturgia, Giulia Cauti per i costumi, ed Erica Bravini in qualità di assistente alla creazione e movement coach.
PinDoc
PinDoc nasce nel 2018 dall’unione delle progettualità di Excursus ed Fc@pin.d’oc, due realtà da tempo conosciute per la produzione di spettacoli di danza contemporanea.
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