Langelo
ideazione e presenza Alessandra Cristiani | produzione PinDoc | con il contributo di MiC, Regione Siciliana
Danza, esposizione performativa, azione site specific in silenzio
Una visione anomala insinua intimità tra eresia e redenzione. Del Langelo come diversa creatura si scrive: «Langelo in quel suo passare o semplice esistere, / in un intimo silenzio… / persiste ai nostri occhi senza alcun miracolo. / Dolente, non può dare salvezza / all’umano sentire e agire… / non resta che scrutare ed essere scrutati / senza soluzione alcuna dello sguardo / Langelo è muto di carne e spirito»
Corpo e Silenzio: l’esposizione, una necessità atemporale, il desiderio profondo e largo della corporeità. Tutto ciò che è, tutto ciò che agisce nel corpo tende a questa dimensione di altissima temperatura che è il Silenzio, il suo consistere, la sua lingua. Ogni grammo di sé ritrova la propria fisicità, come se in ogni suo angolo interno esterno, visibile invisibile, un seme fosse posto e covato e fiorisse…poi ogni fiore si comporta come un cristallo: ogni istante rifrange sé stesso nel successivo, in una nuova reciprocità e per altri rilanci, sconosciuti, inesauribili. Corpo e Silenzio…un’attenzione al luogo più intimo, qualcosa che può nella meraviglia della percezione e nell’assolutezza della sua dimensione, semplicemente essere nella sosta, nella soglia.
Langelo tenta un’originalità percettiva nell’usufruire come luogo performativo, non propriamente il palco teatrale, ma la natura di altri luoghi, altri siti, nell’accezione di diverse dimore, che possano accogliere, generare, indagare la dimensione del silenzio. Una sensibilità, una attenzione che si riversa verso sé stessi e verso l’altro, all’unisono.