Nucleo_da Francis Bacon

progetto e performance Alessandra Cristiani | musica e suono Claudio Moneta, Iva Bittova | progetto luci Gianni Staropoli | datore luci Omar Scala | produzione PinDoc | coproduzione Teatro Akropolis, Teatri di Vetro | con il sostegno di Armunia / Festival Inequilibrio, Vera Stasi / Progetti per la scena | in collaborazione con Lios e Alfabeto performativo | con il contributo di MiC, Regione Siciliana

un ringraziamento a Francesca Alterio, Simona Silvestri Karine Ponties / Cie Dame de Pic

Di quale corpo abbiamo paura? Quale fiducia riponiamo nel corpo se non quella che viene soddisfatta dal nostro grado di controllo, di manipolazione, di devianza? Forse per una intuizione carnale siamo di fronte a una fenomenologia invisibile e materiale, che si fa largo tra muscoli, nervi, ossa, emozioni, fiorendo ogni volta nelle sue delicate alterazioni organiche. Esiste il corpo come allarme, che impercettibilmente sopravvive al suo universo interiore. È quel corpo dal suo reame oscuro, a testimoniare che non c’è discorso, organizzazione immaginativa, realtà tangibile che possa afferrarlo per come è, nel verso che ha, nel suo divenire enigmatico. La fragilità, il mistero sono le uniche voragini che possono tentare di avvicinarlo.

Nucleo è la seconda tappa di Trilogia I

Trilogia I: La questione del corpo e l’arte di E. Schiele, F. Bacon, A. Rodin

Progetto di danza performativa

Il corpo è il rifugio che ci inquieta.
Una madre oscura, al di là della legge.
Grembo folle e viscerale.
Nella fragilità dell’anima che vi dimora,
si apparecchiano le vesti,
dismesse e regali, da indossare.
Eterna la questione del corpo, la sua arte, la sua casa.
Trovarne il nervo.
Essere deboli, esposti, audaci.

Trilogia vuole indagare il valore della corporeità nell’epoca contemporanea e l’incidenza del corpo carnale nelle arti performative. Prende ispirazione dall’arte di tre grandi personalità, autori irriducibili che hanno messo in crisi e rivoluzionato il segno iconografico seguendo necessità e desideri intimi e personali, nell’intento di sondare l’impasto misterioso della natura umana.

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