Scritto sul corpo
ideazione Enrica Felici e Francesca Schipani | coreografia Francesca Schipani | curatela e disegno luci Danila Blasi | danzatrici Nadia Centra, Ilaria Franciotti, Francesca Romana Gambetti, Maria Genovese, Sabrina Milani, Stefania Savelli, Loredana Schiaulini, Francesca Schipani, Giulia Tramentozzi, Giorgia Trentin | foto Giangiacomo Montemurro | produzione PinDoc | coproduzione Rosa Shocking/Festival TenDance | con il contributo di MiC e Regione Siciliana
The rising of the women means the rising of the race.
J. Oppenheimer Bread and roses
Per ogni donna, distruzione e ricostruzione sono il battere e il levare di ogni esistenza personale e collettiva. Nella spinta della vita che riparte da un crollo in apparenza definitivo, si fa strada l’urgenza della tenacia, l’energia di ogni inizio. Così ci si muove maceria dopo maceria, alla ricerca di frammenti del passato da combinare con nuovi elementi di un tempo presente che muta nel luogo della possibilità, nel quale il corpo si sperimenta per ricominciare e traferisce ad un altro più vicino la spinta di chi dalla sconfitta riparte. Dalla consapevolezza che una ricostruzione individuale possa diventare collettiva, si passa alla scelta di creare un luogo di ponti e comunicazioni, di mescolanze e tentati equilibri, di pareggi e compenetrazioni, tra vuoto e pieno, tra vicino e lontano, una policentricità composta dalla complessa pienezza di ognuna, sostenuta da quel vuoto che dà margine di scelta alla vista, alle intenzioni, al desiderio e che supporta la lenta ricerca di strumenti comunicativi. Si giunge, quindi, alla certezza di essere diverse, ma insieme in un intento condiviso nel quale una comunità di donne che danza, già consolidata, può organizzarsi e farsi voce in difesa di un mondo a misura. E questo è ciò che sui loro corpi è scritto: “gli esseri umani sono gratuiti semi che il vento della società deve far sbocciare, garantire loro pane e rose ed allenare alle correnti della vita. Non siamo indifferenti a noi stesse, perciò riconosciamo l’altro. Danzando insieme vinciamo paura e giudizio, godiamo della bellezza, nutriamo la speranza che un mondo possibile, un posto giusto, prima o poi sarà”.