Sull'identità

fotografie Antonio Ficai

Crediti

coreografia e regia Giuseppe Muscarello
danza Andrea Palumbo
una produzione PinDoc/Muxarte
con il contributo di MiC e Regione Siciliana

“Non mi conoscevo affatto, non avevo per me alcuna realtà mia propria, ero in uno stato come di illusione continua, quasi fluido, malleabile; mi conoscevano gli altri, ciascuno a suo modo, secondo la realtà che m'avevano data; cioé vedevano in me ciascuno un Moscarda che non ero io non essendo io propriamente nessuno per me: tanti Moscarda quanti essi erano.”

Un uomo stereotipato vittima di tutti gli schemi che la società gli impone. Un uomo alla ricerca spasmodica dell'autenticità perchè si rende conto che la sua vita è assorbita dalla casualità. La consapevolezza che il suo corpo è animato dalle forme che la società esige, un corpo mortificato che assume aspetti diversi perchè diversi sono i punti di vista che lo animano, decide allora di sperimentare il vuoto, cerca di convivere con il suo nessuno e vive non vivendo. Decide quindi di non essere.
Lo spettacolo è liberamente Tratto da “Uno Nessuno e Centomila” di Luigi Pirandello. Genge é  il  personaggio di un romanzo nato nel 1926 ma che corrisponde più che mai agli uomini d'oggi.
La danza potrebbe essere lo strumento ideale per raccontare e trasmettere con grande abilità i sentimenti del protagonista. Un corpo destabilizzato da una nuova realtà che scopre casualmente e con degli “atti gratuiti”. Lo spettacolo vede in scena, almeno in una prima fase di studio, due uomini, uno il doppio dell'altro che si riflettono a vicenda fino a moltiplicarsi per poi annullarsi.