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Displaying items by tag: residenza artistica

Paola Bianchi in residenza artistica con BRAVE dal 19 al 22 agosto 2022 presso EXATR - Forlì.

concept e coreografia Paola Bianchi
creato e danzato da Valentina Bravetti e Paola Bianchi
suono Luca Giovagnoli e Davide Fabbri
disegno luci Paolo Pollo Rodighiero
collaborazione artistica Roberta Nicolai
produzione Città di Ebla
coproduzione PinDoc
con il contributo di MiC, Regione Emilia Romagna e Comune di Forlì

Frutto di un lungo lavoro di ricerca intorno al tema della compresenza di due corpi diversi per abilità e percezione, di un’indagine approfondita sulla relazione, sul supporto vicendevole, sull’accettazione di limiti invalicabili pur tendendo al loro superamento, BRAVE nasce da un forte desiderio che non mette in azione i soli corpi sulla scena ma una piccola comunità che accoglie e protegge il coraggio e le difficoltà.

BRAVE è parte del progetto di ricerca coreografica ELP di Paola Bianchi. Incentrato sulle relazioni tra i corpi e gli immaginari culturali di cui i corpi sono depositi, ELP si focalizza sulla traduzione della danza in parola descrittiva, un metodo di trasmissione che apre le porte all’essere nella scena in contrapposizione al fare sulla scena.

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Paola Bianchi in residenza artistica dal 1 al 9 agosto 2022 presso Ateliersi - Bologna per il suo progetto Das Vergessen, pugnale algerino

concept Catia Gatelli
coreografia Paola Bianchi
con Catia Gatelli e Paola Bianchi
residenze creative Teatro G.Villa, San Clemente (RN), direzione Città Teatro
con il sostegno di Ateliersi nell'ambito del progetto di residenze artistiche Artists in ResidenSì
produzione PinDoc
con il contributo di MiC e Regione Siciliana

Ciò che il perduto esige non è di essere ricordato o esaudito, ma di restare in noi in quanto dimenticato, in quanto perduto e, unicamente per questo, indimenticabile
Giorgio Agamben

Nei miei ultimi trent'anni di teatro, la danza mi è apparsa nei modi più diversi: nei kata del judoka, nel rituale del tè, in una partita a scacchi, nei micromovimenti della mano, nelle fronde mosse dal vento, nelle scarpe appese ai lampioni di Berlino, nel rituale di corteggiamento delle tortore. La costanza e l'insistenza della ricorrenza delle apparizioni della “danza” nelle sue più improbabili espressioni, mi porta oggi ad apostrofare questo “dimenticato”, come “indimenticabile”.
Ne ho parlato con la coreografa Paola Bianchi.
catia gatelli

II gesti vissuti, abitati, perduti; i movimenti attaccati alle ossa, nelle fibre dei tendini; le immagini che attraverso gli occhi sono entrate nel corpo modificandolo, depositate nel fondo di un indimenticabile dimenticato. Da qui nascerà il dialogo con Catia, e lì, in quel luogo del possibile/impossibile che è la scena, proveremo a interrogare l’indimenticabile.
paola bianchi

Das Vergessen, pugnale algerino si inscrive all’interno del progetto ELP di Paola Bianchi.

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Paola Bianchi

FABRICA 57770

coreografia e danza Paola Bianchi
audiovisual design Stefano Murgia
collaborazione artistica Roberta Nicolai
costumi PianoB
residenze artistiche FAA Bataville-Moussey (FR)
con il supporto di KOMM TANZ/PASSO NORD progetto residenze Compagnia Abbondanza/Bertoni
produzione PinDoc
coproduzione Teatri di Vetro
con il contributo di MiC e Regione Sicilia

residenza artistica dal 21 al 24 giugno 2022
EXATR, Forlì 

FABRICA 57770 è il primo approdo di FABRICA, un’indagine sui corpi del lavoro, un’impresa ambiziosa e in qualche modo sterminata. Dai lavori propriamente fisici a quelli intellettuali, dai lavori odiati a quelli amati, dai lavori salariati ai lavori a rischio economico personale, le tipologie sono infinite così come le reazioni a tali tipologie. Una cosa però accomuna tutti i tipi di lavoro: il corpo, sia esso pressoché immobile o in continuo movimento. Il corpo agisce e subisce, il corpo esiste e difficilmente resiste, il corpo si trasforma. Ed è proprio quella trasformazione il punto centrale dell’indagine. I gesti reiterati per anni si insinuano tra le pieghe dei muscoli, dei tendini, delle ossa, il lavoro marchia anima e corpo di un’intera vita.

FABRICA 57770 scava negli archivi mnemonico-corporei di lavoratori e lavoratrici di diverse generazioni e nell’archivio storico della Bata, un’indagine che abbraccia la storia, che interroga lo spazio, perché lo spazio determina i corpi che lo abitano e quello spazio determina il disegno coreografico. Lungi dal riprodurre i gesti del lavoro in una sorta di coreografia di chapliniana memoria, FABRICA 57770 non prevede compassione. C’è assunzione per mezzo di destrutturazione. Cosa significa allora trasformare un gesto produttivo in un gesto che non produce materia, un gesto che trasforma e crea materia, in un gesto che crea qualcosa di immateriale?

FABRICA 57770 si inscrive all’interno di ELP ed è la prima tappa di un lungo viaggio tra i luoghi e i corpi del lavoro, un viaggio atto a creare una mappa affettiva di quei corpi e di quei luoghi.

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Monday, 13 June 2022 09:40

BRAVE in residenza artistica a EXATR

Paola Bianchi in residenza con BRAVE dal 13 al 17 giugno 2022 presso EXATR - Forlì.

BRAVE

concept e coreografia Paola Bianchi
creato e danzato da Valentina Bravetti e Paola Bianchi
disegno luci Paolo Pollo Rodighiero
collaborazione artistica Roberta Nicolai
produzione Città di Ebla
coproduzione PinDoc
con il contributo di MiC, Regione Emilia Romagna e Comune di Forlì

 

Frutto di un lungo lavoro di ricerca intorno al tema della compresenza di due corpi diversi per abilità e percezione, di un’indagine approfondita sulla relazione, sul supporto vicendevole, sull’accettazione di limiti invalicabili pur tendendo al loro superamento, BRAVE nasce da un forte desiderio che non mette in azione i soli corpi sulla scena ma una piccola comunità che accoglie e protegge il coraggio e le difficoltà.

BRAVE è parte del progetto di ricerca coreografica ELP di Paola Bianchi. Incentrato sulle relazioni tra i corpi e gli immaginari culturali di cui i corpi sono depositi, ELP si focalizza sulla traduzione della danza in parola descrittiva, un metodo di trasmissione che apre le porte all’essere nella scena in contrapposizione al fare sulla scena.

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Monday, 16 May 2022 10:24

"Playground" in residenza a Spoleto

Opera Bianco

Playground

concept, coreografia e regia Marta Bichisao e Vincenzo Schino
con Marta Bichisao, C.L.Grugher, Pablo Tapia Leyton, Luca Piomponi, Simone Scibilia
e con un gruppo di persone anziane e un gruppo di bambine e bambini
produzione PinDoc, OPERA BIANCO
co-produzione Festival Danza Estate, Teatro Stabile dell'Umbria
con il contributo di MIC, Regione Siciliana e Regione Umbria

28 maggio - 1 giugno 2022
LaMamaUmbria - Spoleto (PG)

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Paola Bianchi

FABRICA 57770

coreografia Paola Bianchi
audiovisual design Stefano Murgia
collaborazione artistica Roberta Nicolai
costumi PianoB
residenze artistiche FAA Bataville-Moussey (FR)
con il supporto di KOMM TANZ/PASSO NORD progetto residenze Compagnia Abbondanza/Bertoni
produzione PinDoc
coproduzione Teatri di Vetro
con il contributo di MiC e Regione Sicilia
fotografia di Gianluca Camporesi

23 maggio – 3 giugno 2022
FAA - Moussey (Francia)

 

FABRICA 57770, FAA - in residenza artistica al FAA di Moussey (Francia) - è il primo approdo di FABRICA, un’indagine sui corpi del lavoro, un’impresa ambiziosa e in qualche modo sterminata. Dai lavori propriamente fisici a quelli intellettuali, dai lavori odiati a quelli amati, dai lavori salariati ai lavori a rischio economico personale, le tipologie sono infinite così come le reazioni a tali tipologie. Una cosa però accomuna tutti i tipi di lavoro: il corpo, sia esso pressoché immobile o in continuo movimento. Il corpo agisce e subisce, il corpo esiste e difficilmente resiste, il corpo si trasforma. Ed è proprio quella trasformazione il punto centrale dell’indagine. I gesti reiterati per anni si insinuano tra le pieghe dei muscoli, dei tendini, delle ossa, il lavoro marchia anima e corpo di un’intera vita.

FABRICA 57770 scava negli archivi mnemonico-corporei di lavoratori e lavoratrici di diverse generazioni e nell’archivio storico della Bata, un’indagine che abbraccia la storia, che interroga lo spazio, perché lo spazio determina i corpi che lo abitano e quello spazio determina il disegno coreografico. Lungi dal riprodurre i gesti del lavoro in una sorta di coreografia di chapliniana memoria, FABRICA 57770 non prevede compassione. C’è assunzione per mezzo di destrutturazione. Cosa significa allora trasformare un gesto produttivo in un gesto che non produce materia, un gesto che trasforma e crea materia, in un gesto che crea qualcosa di immateriale?

FABRICA 57770 si inscrive all’interno di ELP ed è la prima tappa di un lungo viaggio tra i luoghi e i corpi del lavoro, un viaggio atto a creare una mappa affettiva di quei corpi e di quei luoghi.

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Paola Bianchi in residenza con "Das Vergessen, pugnale algerino" dal 15 al 19 aprile 2022 presso il Teatro G. Villa, San Clemente (RN)

Das Vergessen, pugnale algerino

concept Catia Gatelli
coreografia Paola Bianchi
con Catia Gatelli e Paola Bianchi
residenze creative Teatro G.Villa, San Clemente (RN), direzione Città Teatro
con il sostegno di Ateliersi nell'ambito del progetto di residenze artistiche Artists in ResidenSì
produzione PinDoc
con il contributo di MiC e Regione Siciliana

Ciò che il perduto esige non è di essere ricordato o esaudito, ma di restare in noi in quanto dimenticato, in quanto perduto e, unicamente per questo, indimenticabile
Giorgio Agamben

Nei miei ultimi trent'anni di teatro, la danza mi è apparsa nei modi più diversi: nei kata del judoka, nel rituale del tè, in una partita a scacchi, nei micromovimenti della mano, nelle fronde mosse dal vento, nelle scarpe appese ai lampioni di Berlino, nel rituale di corteggiamento delle tortore. La costanza e l'insistenza della ricorrenza delle apparizioni della “danza” nelle sue più improbabili espressioni, mi porta oggi ad apostrofare questo “dimenticato”, come “indimenticabile”.
Ne ho parlato con la coreografa Paola Bianchi.
catia gatelli

II gesti vissuti, abitati, perduti; i movimenti attaccati alle ossa, nelle fibre dei tendini; le immagini che attraverso gli occhi sono entrate nel corpo modificandolo, depositate nel fondo di un indimenticabile dimenticato. Da qui nascerà il dialogo con Catia, e lì, in quel luogo del possibile/impossibile che è la scena, proveremo a interrogare l’indimenticabile.
paola bianchi

Das Vergessen, pugnale algerino si inscrive all’interno del progetto ELP di Paola Bianchi.

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Tuesday, 30 November 2021 17:22

Residenza per ASSIMILIA a Santarcangelo

Paola Bianchi sarà in residenza artistica dall'8 all'11 dicembre 2021 a Santarcangelo di Romagna per il Santarcangelo Festival con il nuovo lavoro ASSIMILIA.

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Thursday, 04 November 2021 16:36

ASSIMILIA in residenza a Santarcangelo 2021

paola bianchi

ASSIMILIA

8 - 10 novembre residenza
Teatro Lavatoio, Santarcangelo Festival

coreografia, danza, voce Paola Bianchi
sound design Stefano Murgia
disegno luci Paolo Pollo Rodighiero
tutor Roberta Nicolai
sguardo esterno Ivan Fantini
costumi PianoB
residenze artistiche Teatro Felix Guattari - Masque Teatro; Teatro Galli, Rimini; Santarcangelo Festival
produzione PinDoc
coproduzione Teatri di Vetro; Città di Ebla
con il contributo di MiC e Regione Siciliana

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Thursday, 07 October 2021 11:02

OtherNess in residenza

Agar / Paola Bianchi

OtherNess

residenza creativa dal dal 12 al 16 ottobre presso il Teatro Galli di Rimini
e dal 24 al 28 ottobre presso EXATR di Forlì

coreografia e danza Paola Bianchi
sound design Stefano Murgia
disegno luci Paolo Pollo Rodighiero
tutor Roberta Nicolai
sguardo esterno Ivan Fantini
residenze artistiche Teatro Felix Guattari | Masque Teatro, Teatro Galli, Rimini
una produzione PinDoc
con il contributo di Mic e Regione Siciliana
in coproduzione con Teatri di Vetro, Città di Ebla
si ringrazia Santarcangelo Festival, Milano Mediterranea, Rumori Sinistri ODV/Casa Gallo
foto Enrico fedrigoli


L’essere umano contemporaneo è condizionato sin dalla nascita da una doppia condizione: da un lato la propria volontà, il proprio desiderio, dall’altro il dovere, gli obblighi legati alla convivenza in comunità e alla morale. Mai completamente liberi, agiamo in un continuo compromesso tra l’interno e l’esterno, tra ciò che desideriamo fare e ciò che dobbiamo fare. La pandemia da Covid-19 ha, se possibile, acuito questo divario, questo conflitto, o forse l’ha solo reso più evidente.
OtherNess indaga il conflitto tra desiderio e dovere, tra legge e autonomia. Chiusi in un recinto ben definito di leggi e doveri morali ci troviamo nell’illusione di scelta, illusione che svanisce nel momento in cui ci rendiamo conto che possiamo scegliere solo tra qualcosa che ci è dato. OtherNess si declina in una disperata vitalità, non c’è resa, ma una continua lotta per confermare la propria esistenza, per sentirsi vivi.

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