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Paola Bianchi in residenza artistica con DAS VERGESSEN dal 10 al 12 ottobre 2022 presso Villa Masini, Ravenna

DAS VERGESSEN

concept Catia Gatelli
coreografia Paola Bianchi
con Catia Gatelli e Paola Bianchi
suono Paolo Migali
luci Paolo Pollo Rodighiero
tutor Laura Gemini
residenze creative Teatro G. Villa, San Clemente (RN), direzione Città Teatro
con il sostegno di Ateliersi nell’ambito del progetto di residenze artistiche Artists in residenza
produzione PinDoc
con il contributo di MiC e Regione Sicilia

La figura dell’Aiutante, pensata dal filosofo Giorgio Agamben, è la relazione con ciò che pare essere completamente dimenticato, con ciò di cui non si ricorda la fonte, il contesto, che non può più essere misurato ma non è inerte: quel caos del dimenticato è materia vivente; non è oggetto di accumulo, quanto piuttosto di forme di coscienza, conoscenza.
Brancolare nel buio, giusto per vedere? Abbagliante passione della memoria? Gli occhi sono danneggiati? Verrà divorata al centro?

DAS VERGESSEN si inscrive all’interno del progetto ELP di Paola Bianchi.

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Paola Bianchi in residenza artistica con BRAVE dal 4 al 8 ottobre 2022 presso EXATR - Forlì.

BRAVE

concept e coreografia Paola Bianchi
creato e danzato da Valentina Bravetti e Paola Bianchi
suono Luca Giovagnoli, Davide Fabbri, Giacomo Calli
disegno luci Paolo Pollo Rodighiero
direzione tecnica Luca Giovagnoli
collaborazione artistica Roberta Nicolai
foto e video Gianluca “Naphtalina” Camporesi
produzione Città di Ebla
coproduzione PinDoc
con il contributo di MiC, Regione Emilia Romagna e Comune di Forlì

Frutto di un lungo lavoro di ricerca intorno al tema della compresenza di due corpi diversi per abilità e percezione, di un’indagine approfondita sulla relazione, sul supporto vicendevole, sull’accettazione di limiti invalicabili pur tendendo al loro superamento, BRAVE nasce da un forte desiderio che non mette in azione i soli corpi sulla scena ma una piccola comunità che accoglie e protegge. Non c’è bravura, non c’è coraggio. C’è determinazione e desiderio. Ci sono due corpi che si incontrano: un corpo che torna in scena dopo otto anni di assenza, e un corpo che cerca una nuova modalità di presenza nella scena.

Iniziato con un dialogo a distanza tra la coreografa e la danzatrice nel maggio 2019, dialogo che nel 2021 ha generato l’opera video ἀνδρεία [andreia], BRAVE è parte del progetto di ricerca coreografica ELP di Paola Bianchi, un’indagine sulla relazione tra parola descrittiva e danza attraverso la trasmissione via audio di archivi di posture.

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Paola Bianchi in residenza artistica con BRAVE dal 27 al 30 settembre 2022 presso EXATR - Forlì.

BRAVE

concept e coreografia Paola Bianchi
creato e danzato da Valentina Bravetti e Paola Bianchi
suono Luca Giovagnoli e Davide Fabbri
disegno luci Paolo Pollo Rodighiero
collaborazione artistica Roberta Nicolai
produzione Città di Ebla
coproduzione PinDoc
con il contributo di MiC, Regione Emilia Romagna e Comune di Forlì

Frutto di un lungo lavoro di ricerca intorno al tema della compresenza di due corpi diversi per abilità e percezione, di un’indagine approfondita sulla relazione, sul supporto vicendevole, sull’accettazione di limiti invalicabili pur tendendo al loro superamento, BRAVE nasce da un forte desiderio che non mette in azione i soli corpi sulla scena ma una piccola comunità che accoglie e protegge il coraggio e le difficoltà.

BRAVE è parte del progetto di ricerca coreografica ELP di Paola Bianchi. Incentrato sulle relazioni tra i corpi e gli immaginari culturali di cui i corpi sono depositi, ELP si focalizza sulla traduzione della danza in parola descrittiva, un metodo di trasmissione che apre le porte all’essere nella scena in contrapposizione al fare sulla scena.

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Paola Bianchi

FABRICA 36100

coreografia e danza Paola Bianchi
audiovisual design Stefano Murgia
collaborazione artistica Roberta Nicolai
costumi PianoB
residenze artistiche FAA Bataville-Moussey (FR)
con il supporto di KOMM TANZ/PASSO NORD progetto residenze Compagnia Abbondanza/Bertoni
produzione PinDoc
coproduzione Teatri di Vetro
con il contributo di MiC e Regione Sicilia


dal 19 al 24 settembre
Caracol Olol Jackson - Vicenza

 

FABRICA è un’indagine sui corpi del lavoro, un’impresa ambiziosa e in qualche modo sterminata. Dai lavori propriamente fisici a quelli intellettuali, dai lavori odiati a quelli amati, dai lavori salariati ai lavori a rischio economico personale, le tipologie sono infinite così come le reazioni a tali tipologie. Una cosa però accomuna tutti i tipi di lavoro: il corpo, sia esso pressoché immobile o in continuo movimento. Il corpo agisce e subisce, il corpo esiste e difficilmente resiste, il corpo si trasforma. Ed è proprio quella trasformazione il punto centrale dell’indagine. I gesti reiterati per anni si insinuano tra le pieghe dei muscoli, dei tendini, delle ossa, il lavoro marchia anima e corpo di un’intera vita.
FABRICA 36100 è uno scavo negli archivi mnemonico-corporei di lavoratori e lavoratrici di diverse generazioni e negli archivi storici di alcune fabbriche vicentine, un’indagine che abbraccia la storia, che interroga lo spazio, perché lo spazio determina i corpi che lo abitano e quello spazio determina il disegno coreografico. Lungi dal riprodurre i gesti del lavoro in una sorta di coreografia di chapliniana memoria, FABRICA 36100 non prevede compassione. C’è assunzione per mezzo di destrutturazione. Cosa significa allora trasformare un gesto produttivo in un gesto che non produce materia, un gesto che trasforma e crea materia, in un gesto che crea qualcosa di immateriale?
FABRICA 36100 si inscrive all’interno di ELP ed è la prima tappa di un lungo viaggio tra i luoghi e i corpi del lavoro, un viaggio atto a creare una mappa affettiva di quei corpi e di quei luoghi.

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Opera Bianco

Playground

concept, coreografia e regia Marta Bichisao e Vincenzo Schino
con Marta Bichisao, C.L.Grugher, Pablo Tapia Leyton, Luca Piomponi, Simone Scibilia
e con un gruppo di persone anziane e un gruppo di bambine e bambini
produzione PinDoc, OPERA BIANCO
co-produzione Festival Danza Estate, Teatro Stabile dell'Umbria
con il contributo di MIC, Regione Siciliana e Regione Umbria

residenza e laboratori con i cittadini

dal 29 agosto al 2 settembre
Parco Santa Margherita - Perugia



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Compagnia Giovanna Velardi

15 minuti dopo

restituzione pubblica del laboratorio/residenza (dal 19 al 24 settembre)
di e con Giovanna Velardi

24 settembre ore 22:00
Supercinema, Via della Scrofa 2, Tuscania (VT)
Trasmissioni - Teatri di Vetro XVI

MAGGIORI INFORMAZIONI

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Compagnia Giovanna Velardi

15 minuti dopo

restituzione pubblica del laboratorio/residenza (dal 19 al 24 settembre)
di e con Giovanna Velardi

23 settembre ore 22:00
Supercinema, Via della Scrofa 2, Tuscania (VT)
Trasmissioni - Teatri di Vetro XVI

MAGGIORI INFORMAZIONI

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Paola Bianchi in residenza artistica con BRAVE dal 19 al 22 agosto 2022 presso EXATR - Forlì.

concept e coreografia Paola Bianchi
creato e danzato da Valentina Bravetti e Paola Bianchi
suono Luca Giovagnoli e Davide Fabbri
disegno luci Paolo Pollo Rodighiero
collaborazione artistica Roberta Nicolai
produzione Città di Ebla
coproduzione PinDoc
con il contributo di MiC, Regione Emilia Romagna e Comune di Forlì

Frutto di un lungo lavoro di ricerca intorno al tema della compresenza di due corpi diversi per abilità e percezione, di un’indagine approfondita sulla relazione, sul supporto vicendevole, sull’accettazione di limiti invalicabili pur tendendo al loro superamento, BRAVE nasce da un forte desiderio che non mette in azione i soli corpi sulla scena ma una piccola comunità che accoglie e protegge il coraggio e le difficoltà.

BRAVE è parte del progetto di ricerca coreografica ELP di Paola Bianchi. Incentrato sulle relazioni tra i corpi e gli immaginari culturali di cui i corpi sono depositi, ELP si focalizza sulla traduzione della danza in parola descrittiva, un metodo di trasmissione che apre le porte all’essere nella scena in contrapposizione al fare sulla scena.

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Paola Bianchi in residenza artistica dal 1 al 9 agosto 2022 presso Ateliersi - Bologna per il suo progetto Das Vergessen, pugnale algerino

concept Catia Gatelli
coreografia Paola Bianchi
con Catia Gatelli e Paola Bianchi
residenze creative Teatro G.Villa, San Clemente (RN), direzione Città Teatro
con il sostegno di Ateliersi nell'ambito del progetto di residenze artistiche Artists in ResidenSì
produzione PinDoc
con il contributo di MiC e Regione Siciliana

Ciò che il perduto esige non è di essere ricordato o esaudito, ma di restare in noi in quanto dimenticato, in quanto perduto e, unicamente per questo, indimenticabile
Giorgio Agamben

Nei miei ultimi trent'anni di teatro, la danza mi è apparsa nei modi più diversi: nei kata del judoka, nel rituale del tè, in una partita a scacchi, nei micromovimenti della mano, nelle fronde mosse dal vento, nelle scarpe appese ai lampioni di Berlino, nel rituale di corteggiamento delle tortore. La costanza e l'insistenza della ricorrenza delle apparizioni della “danza” nelle sue più improbabili espressioni, mi porta oggi ad apostrofare questo “dimenticato”, come “indimenticabile”.
Ne ho parlato con la coreografa Paola Bianchi.
catia gatelli

II gesti vissuti, abitati, perduti; i movimenti attaccati alle ossa, nelle fibre dei tendini; le immagini che attraverso gli occhi sono entrate nel corpo modificandolo, depositate nel fondo di un indimenticabile dimenticato. Da qui nascerà il dialogo con Catia, e lì, in quel luogo del possibile/impossibile che è la scena, proveremo a interrogare l’indimenticabile.
paola bianchi

Das Vergessen, pugnale algerino si inscrive all’interno del progetto ELP di Paola Bianchi.

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Paola Bianchi

FABRICA 57770

coreografia e danza Paola Bianchi
audiovisual design Stefano Murgia
collaborazione artistica Roberta Nicolai
costumi PianoB
residenze artistiche FAA Bataville-Moussey (FR)
con il supporto di KOMM TANZ/PASSO NORD progetto residenze Compagnia Abbondanza/Bertoni
produzione PinDoc
coproduzione Teatri di Vetro
con il contributo di MiC e Regione Sicilia

residenza artistica dal 21 al 24 giugno 2022
EXATR, Forlì 

FABRICA 57770 è il primo approdo di FABRICA, un’indagine sui corpi del lavoro, un’impresa ambiziosa e in qualche modo sterminata. Dai lavori propriamente fisici a quelli intellettuali, dai lavori odiati a quelli amati, dai lavori salariati ai lavori a rischio economico personale, le tipologie sono infinite così come le reazioni a tali tipologie. Una cosa però accomuna tutti i tipi di lavoro: il corpo, sia esso pressoché immobile o in continuo movimento. Il corpo agisce e subisce, il corpo esiste e difficilmente resiste, il corpo si trasforma. Ed è proprio quella trasformazione il punto centrale dell’indagine. I gesti reiterati per anni si insinuano tra le pieghe dei muscoli, dei tendini, delle ossa, il lavoro marchia anima e corpo di un’intera vita.

FABRICA 57770 scava negli archivi mnemonico-corporei di lavoratori e lavoratrici di diverse generazioni e nell’archivio storico della Bata, un’indagine che abbraccia la storia, che interroga lo spazio, perché lo spazio determina i corpi che lo abitano e quello spazio determina il disegno coreografico. Lungi dal riprodurre i gesti del lavoro in una sorta di coreografia di chapliniana memoria, FABRICA 57770 non prevede compassione. C’è assunzione per mezzo di destrutturazione. Cosa significa allora trasformare un gesto produttivo in un gesto che non produce materia, un gesto che trasforma e crea materia, in un gesto che crea qualcosa di immateriale?

FABRICA 57770 si inscrive all’interno di ELP ed è la prima tappa di un lungo viaggio tra i luoghi e i corpi del lavoro, un viaggio atto a creare una mappa affettiva di quei corpi e di quei luoghi.

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